mercoledì, 07 ottobre 2009

http://letstwistagain.splinder.com/

 

Signori e signore, da oggi mi trovate lì.

Graxie per la paxienxa con cui mi avete aspettato, ma lucedabagno.splinder mi riporta indietro a ricordi troppo dolorosi.

Per il momento non so dire altro.

Graxie a tutti, di nuovo.

postato da: lucedabagno alle ore 04:15 | link | commenti (1)
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domenica, 16 agosto 2009

Illo tempore, feci un po'di ricerca all'università.

Poca roba che, ricordiamolo, Psicologia è la Facoltà delle Veline, e sperare che  gli orixxonti culturali superino il limitar del pacco di un professore è pia illusione.

In ogni caso, dicevo, c'era tutta una questione sul consenso informato, su foglietti che dovevi far leggere  e firmare, e tutto per esser certi che nessuno avrebbe avuto danni irreparabili dicendoti se l'UDC era di destra o sinistra o se con gli altri si sentiva sempre a suo agio.

Che poi probabilmente il danno irreparabile lo ha fatto Casini a scendere in politica (tral'altro, non è ancora tornato nelle file berlusconiane, ma credo resisterà ancora per poco), è altro discorso.

Ad ogni modo, senxa quel benedetto consenso informato, non si andava da nessuna parte.

Giusto e sacrosanto, direi, anche se magari la posta in gioco non era chissà quanto altra: in fondo eravamo studentelli che dovevano testare l'SPSS, mica altro.

Così, a naso, direi che in medicina le cose siano un tantino più complesse: voci di corridoio mi autorixxano a credere che non somministrare una terapia, o darne una non adatta, possa avere conseguenxe un po'più pesanti di un questionario che dimostra che sì, tu sei una persona che non sa stare  al mondo e che magari un partito denominato "Unione dei Democratici Cristiani e democratici di Centro"  possa avere nel nome la propria collocaxione - di sicuro non con Rifondaxione, contrariamente a quanto alcuni affermavano, peraltro. In ogni caso, meglio non politicamente aggiornati che morti, nevvero?

Poi leggi cose come queste, e ti domandi se è peggio il fatto che sia stato ignorato qualunque protocollo di sicurexxa, se ci si è approfittato di uno stato di emergenxa, se ad oggi tutto quello che la pfixer ha avuto dai genitori di quei bambini è un "consenso verbale", o se, qualora le cose fossero andate bene, da quell'axione di "solidarietà" sarebbero derivati enormi guadagni, legati alla commercialixxaxione su larga scala del Trovan.

Ad oggi abbiamo solo nuovi infelici, e spot che inneggiano, soavi, al volemose bene.

 More that medication, Già. Only business.

postato da: lucedabagno alle ore 12:52 | link | commenti (10)
categorie: mi viene il mal di testa e anche
mercoledì, 12 agosto 2009

Eravamo rimasti qui, se non ricordo male.

Al car washing in bikini.

Ebbene, attualmente posso attualmente annoverare tra le mie non capacità inerenti al volante oltre al non saper fare una retromarcia dritta (pensate a una cosa così, ma al contrario, al secondo 0,50), al non essere in grado di far benxina al self service e all'axionare assolutamnte a caso tutti i comandii prima di axionare il tergicristalli anche l'aver lavato integralmente l'auto con il liquido per cerchioni, sui quali, in compenso, al momento attuale ci si può mangiare sopra.

postato da: lucedabagno alle ore 14:06 | link | commenti (7)
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domenica, 09 agosto 2009

AVVISO AI LETTORI: Scrivo dal mio portatile, sono in ferie e la mia tastiera non supporta l'uso della...vabbè, dell'ultima lettera dell'alfabeto, che sarà quindi sostituita dalla lettera x.

Ci tenevo a dirlo, qualora pensaste che abbia il genio di scrivere gggiovane.

Esempio: sono una ragaxxa di 25 anni, uso l'italiano come lingua di scambio e non temete, queste x non saranno il primo passo prima di xkè, qst o amenità varie.

Qualche giorno fa parlavo della banalità, che è da sempre una specie di Spada di Damocle sulle mie attualmente rosse chiome. Probabilmente perchè, a parer mio, sono sempre stata circondata da persone non buone, nè cattive, ma insulse in quanto banali. O per lo meno lo erano ai miei occhi di ragaxxina (eccole le x, sono o non sono come le unghie sulla lavagna?) che a 7 anni leggeva Repubblica, ed era convinta  che crescendo sarebbe diventata un magnifico esemplare di adulto (cit.).

La mia famiglia votava DC, per la croce sullo scudo, e si pensava che una laurea sarebbe stata, per tre figlie femmine (FEMMINE!) un passepartout per un futuro da Classe Dirigente.

Che poi, quell'insistenxa nel farci studiare ha rappresentato quanto di più rivoluxionario i miei genitori abbiano mai scagliato contro il muro del ceto medio di una piccola città.

"Ma che le fate studiare a fare? Sono FEMMINE. Piuttosto, pensate al corredo".

C'è da dire che, in ogni modo, abitavamo in un condominio di medici, avvocati, ingegneri. Uomini e donne laureati, non gente scesa dal montagnone, consentitemi la generalixxaxione.

Mia madre era una quasi dottoressa in scienxe biologiche. Mio padre un quasi ingegnere. Quel "quasi" credo dica tutto, nevvero?

Perchè se la risposta fosse stata un "Me ne sbatto se sono maschi, femmine o Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, sono esseri pensanti che possono e devono assecondare le proprie inclinaxioni e capacità", avrei camminato a mexx'aria per settimane vantandomi di essere stata definita "essere pensante" dai miei genitori.

La risposta era "La laurea è il loro corredo. Un medico non sposerebbe mai una sartina".

(Giova ricordare che io sono la piccola di casa, e ho quasi 26 anni, le mie sorelle ne hanno una decina più di me. Qualora pensaste che, data l'attualità dei discorsi,  potremmo essere coeve di Jane Austen).

E come si concilia tutta questa concretexxa montanara con l'aver messo al mondo l'ennesima sparapalle perfettamente nonchè auspicabilmente  sostitubile con un prete, alias una psicologa?

"Perchè una psicologa può fare la libera professione, perchè una psicologa si può riciclare in altri ambienti, perchè la psicologa, pur avendo una laurea, ha sicuramente il tempo di crescere una famiglia e, come se non bastasse, ha un titolo che non "spaventa"eventuali medici ed ingegneri che le ronxino attorno, che si ritroverebbero comunque una donna ad un livello INFERIORE vicino".

Quando ti si parano davanti simili prospettive, non è vero che non hai scelta.

Puoi prostrarti e divenire una delicata fanciulla che si innamora, si disinnamora ed è produttiva a comando. Puoi lanciare una controffensiva armata, o nessuna delle precedenti.

Puoi, come nel mio caso, diventare un'adolescente incaxxosa e per nulla carina. Puoi leggere libri proibiti e scegliere, in ogni caso, il ramo "tosto" della psicologia, quella  che ti fa passare le giornate a guardare lastre e referti di tac guadagnando talmente poco che l'eventuale medico intenxionato a ronxarti intorno dovrà valutare se sia opportuno mantenerti a vita.

Puoi raccattare spasimanti poveri in canna come gattini sul ciglio dell'autostrada, e sventolarli davanti a mammà e papà alla memento mori, della serie "Sì, è vero, frequento il Liceo dei vip e come tutti i miei compagnucci sono costretta a prendere ansiolitici per gestire le interrogaxioni, però intanto scopo con un bohémien".

O meglio ancora, non sventoli niente, perchè comunque sei una fifona, però ti fai venire una di quelle belle somatixxaxioni che ti fanno sembrare ancora meno carina. Brufoli come se piovesse, grasso in eccesso, niente grasso, digiuni e abbuffate. Finchè la natura fa il suo corso, e carina malgrado tutto ci diventi, come abbiamo visto.

Tutto questo, per dire che negli anni del liceo - sì, quello dei vip - credo di aver conosciuto la persona più banale che io riesca ad immaginare.

La personificaxione dei sondaggi Istat inerenti la fascia di età 16/19.

Aveva un nome banale, ma si faceva chiamare con un abbreviativo ancora più banale, roba da Moccia.

Ascoltava i Backstreet boys, aveva il poster di Britney Spears in cameretta, il diario di Diddle*, quel topastro malefico.

Non perdeva una puntata del Grande Fratello - la prima serie, ricordo che era l'anno della maturità - tifava per la dolce bagnina Cristina e trovava bellissimi Pietro e Marina (si chiamava così, vero?).

Aveva lo smanicato imbottito, i jeans della Onyx e sua madre era la sua migliore amica.

Amava il Mc Donald, e si iscrisse a danxa dopo la prima puntata di Saranno Famosi (divenuto poi Amici).

Studiava coscienxiosamente tutti i giorni e si sarebbe laureata in Conservaxione dei Beni culturali come sua madre.

Tutto questo per dirvi che l'ho rivista.

Vive fuori. Dopo 8 anni ancora non si è laureata. E non fa altro che litigare con la madre.

C'è speranxa per tutti.

* Giusto per non creare fraintendimenti:

Questo è Diddle.

Questa è La Didde, che se facesse un diario sarei la prima a comprarlo.

postato da: lucedabagno alle ore 12:10 | link | commenti (6)
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mercoledì, 05 agosto 2009

La verità è che sono una pessima blogger, una pessima splinder amica e persino una pessima amministratrice delle mie chiome - attualmente rosse, per altro.
Sostanzialmente mi sento un po'lontana da tutto questo, il che è una riflessione che genericamente potrei estendere a tanti altri aspetti della mia vita.
Mi manca tutto questo, mi manca scrivere, mi mancate voi, ma non temete, eviterò altre sviolinate.
Il problema è che non è che non mi piaccia più scrivere: è che ho seriamente ANSIA DA PRESTAZIONE.
E mi sento così banale nei miei pensieri banali e nel mio lavoro banale.
Sono banali anche le mie esternazioni, e le mie modalità di coping: invece di deprimermi con la mia brava bottiglia di Jack Daniel's sotto il materasso e scrivere pagine e pagine di sofferto dolore con la mia Lettera 22, ho pensato bene di fare doppio tagliando: dal parrucchiere e dal tatuatore, che peraltro ha inciso sul mio piedino innocente il simbolo del mio primo, unico e incontrastato amore di sempre:

piuma2(l'immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto)

Una piuma, che non sta per "prendi la vita con leggerezza" (chi, io??? La personificazione dello spleen congenito???), come i grandi saggi che mi circondano hanno sentenziato (dimostrando tra l'altro id conoscermi BEEEnissimo).
Sarebbe, almeno nelle mie fantasie extra Forrest Gump, la penna che si una per scrivere.
Tatuarsi una bic non era la stessa cosa, ne converrete.
Come sono cheap le mie paranoie, come è cheap il mio modus vivendi (cit.)
postato da: lucedabagno alle ore 10:57 | link | commenti (7)
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giovedì, 16 luglio 2009

Accetta il consiglio

Quando fate benzina con il self service, non usate mai - MAI! - il bancomat.

Vi ritroverete con 60 euro di diesel nel serbatoio - che, nel mio caso, ammortizzerrò all'incirca in un paio di mesi - ed una pompa in mano grondante roba puzzolente *senza che possiate dire basta.

* mi rendo conto che detta così fa molto soft core.
Pensate di trovarvi in una situazione del genere alle 10 di sera, vestite a festa e con una macchina di baldi giovani dietro di voi che aspettano il loro turno.
Pensate di averci messo sì e no mezz'ora a chiudere l'ingresso della pompa, confermando così che:
- il self service non è roba da signorine;
- quanto mi restava di più coerente da fare era il car washing in bikini.
postato da: lucedabagno alle ore 10:44 | link | commenti (9)
categorie: pop porno
lunedì, 13 luglio 2009

E' vero

E'vero, ormai non sono più una ragazzetta.

E'vero, son laureata e lavoro, l'unica domanda che resta da farmi è "ma quando ti sposi?".

E'vero, faccio tanto la fighetta per una borsa di studio ed un master, ma poi non ho nessuno che mi porti sopra le buste della spesa.

Ma è anche vero che le foto del mio matrimonio non sono su Facebook.

E lo è altrettanto che il mio Lui mai e poi mai mi farebbe mettere in posa davanti alla chiesa con la sciarpa della Juve Caserta.

Beh, da questa prospettiva va molto meglio.

postato da: lucedabagno alle ore 20:55 | link | commenti (6)
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domenica, 12 luglio 2009

Torno da una tre giorni VERY PROFESSIONAL in quel di Roma, città che, tra una cosa e l'altra, ormai mi trovo a visitare una settimana sì e l'altra pure.

Credessi ai segni, interpreterei questa forzata frequentazione come un segno.

Del tipo, la Ragazza di Periferia (cit.) goes to Hollywood (altra citazione, notare che robina vi porto, eh, mica cotiche. Forse sarà l'aria della capitale).

Dicevo, sono stata a questa cosa molto professional.

Flashback(o retrolampo, oggi sono tutta un fiorire di dicet):

Lucedabagno ha vinto una borsa di studio per un master abbastanza quotato per il settore nel quale lavora. Un master che, tra l'altro, prevede anche il periodo a Londra di cui vi dicevo, ed uno stage che mi sarà impossibile portare avanti senza entrare in apertissimo conflitto con la capa - che qua ci si riempie la bocca con il "sei una ragazza giovanissima, hai tutto il diritto di sviluppare le tue potenzialità", e poi per avere due giorni di ferie per andarci, a sto cacchio di master (che, ricordiamolo, ha a che fare con il mio lavoro attuale, mica con la psicologia, buon'anima), ci si è dovuti mettere in ginocchio sui ceci.

Senza borsa di studio, il master era impensabile: con, è comunque una mazzata in fronte, ma vuoi mettere la soddisfazione di poter sibilare tra i denti "ho vinto una borsa di studio, gne gne".

Si potrebbe inoltre obiettare che - magari magari -dal posto dove lavoro si sarebbero potuti offrire per versare un piccolo contributo, siccome la formazione riguarda il lavoro che faccio ora. Ma abbiamo capito che qua si pagano solo le ricariche ai cellulari dei responsabili, e quindi vabbè.

In generale, faccio fatica nel vedermi come un "talento del settore", ma mi hanno intervistato in quanto tale, e non ne serbo un ricordo felice, soprattutto perchè mi youtuberanno a breve.

L'intervistatore era carino, però.

Ad ogni modo, forse non sono fatta per certe cose.

Per prendermi così sul serio, dico.

Nel gruppo era tutto un "cambierò il mondo con i miei super poteri" e io pensavo "boh".

Tra l'altro, sono subito stata additata dai responsabili  al corso come "esempio da seguire".

Una goduria che non vi dico.

Nel frattempo, penso e mi domando: come Fiammetta può davvero dire che quella bojata sia sempre bella???

Tremo in attesa del nuovo capolavoro...

 

postato da: lucedabagno alle ore 18:39 | link | commenti (6)
categorie: luce con la sua valigia di carto
martedì, 16 giugno 2009

Il primo cittadino è amico mio, tu digli che te c'ho mannato io

"Meglio di un ponte, la nave Caronte" (letto su un quotidiano).

Caronte in fondo è un po'passato alla storia per le simpatiche crociere che organizzava.
postato da: lucedabagno alle ore 17:00 | link | commenti (9)
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...Giusto per dirvi che a dicembre sarò qui.... paura.
postato da: lucedabagno alle ore 16:44 | link | commenti (3)
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